Incontrare Jessica è stata un’esperienza bellissima: è bella lei, fuori e … dentro, come altro non avrebbe potuto essere, perché è la stessa bellezza che la circonda, la stessa bellezza del papà che la ha accompagnata.
Per me lei è Jessica, Jessica Giorgia, e non so -e non mi importa- quale fosse il suo nome prima di essere Jessica, quando a 16 anni prese la sua decisione, quando a New York ne compì 18 e tornò a casa per dire a suo papà “Io voglio essere Jessica”.
Un percorso non semplice, ma non impossibile: tanti incontri non tanto per convincersi, ma per convincere chi l’ascoltava che lei sapeva dove voleva andare, dove voleva arrivare; un viaggio in Tailandia, per ripresentarsi davanti ad un giudice che avrebbe visto solo Jessica, nessun altro.
Oggi può indossare la gonna come tutte le Ragazze di Bologna e scoprire le sue gambe slanciate, oggi può camminare con tacchi e stivali e con la sua collana che si appoggia nella scollatura aperta sul suo seno elegante, come il suo modo di camminare, di guardarti, con delicatezza e la timidezza di una ragazza che pensa sarebbe bello fare la modella.
Sì Jessica, sarebbe bello e tu puoi: hai 20’anni e sei una bellissima donna.
Oggi Jessica è libera di essere felice, di sognare, di innamorarsi nel corpo che ha sempre voluto abitare.

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